DÀ I SUOI FRUTTI IL PROTOCOLLO TRA IFEL-ANCI E COLDIRETTI CHE FAVORISCE L’ARMONIZZAZIONE DELLE REGOLE NEI VARI COMUNI
Una nota Ifel chiarisce che se i rifiuti sono smaltiti come ‘speciali’ a spese dell’azienda agricola, il pagamento al comune non è giustificato
Passo avanti sul fronte della Tari per le imprese agricole. IFEL, la fondazione di ANCI che supporta i Comuni sulla fiscalità locale, ha chiarito che i rifiuti prodotti dalle imprese agricole, anche nell'ambito delle attività connesse, se hanno natura di rifiuti speciali non devono essere tassati ai fini TARI, dal momento che tali rifiuti devono essere smaltiti tramite convenzioni con gestori privati e non attraverso il servizio comunale.
“Il chiarimento arriva in attuazione del protocollo d’intesa siglato nei mesi scorsi tra Coldiretti e ANCI/IFEL -spiega Coldiretti Pistoia- e rappresenta un punto di partenza importante per garantire un’applicazione omogenea della TARI agricola su tutto il territorio nazionale, incluso il comparto agricolo e florovivaistico pistoiese, spesso alle prese con richieste improprie di pagamento della Tari su serre, vivai e aree produttive. Chiediamo alle amministrazioni locali -dichiara Coldiretti- di recepire fin da ora questi orientamenti, evitando ingiuste doppie imposizioni e nuovi contenziosi”.
Nella nota, IFEL evidenzia inoltre come l’orientamento comunitario preveda che i rifiuti vengano classificati in base alla loro tipologia e non in relazione ai locali o alle aree in cui vengono prodotti.
Il nodo riguarda la doppia imposizione: molti rifiuti agricoli sono infatti classificati come rifiuti speciali (vasi rotti, teli da serra, ecc.), che devono essere smaltiti tramite gestori autorizzati, con costi a carico delle aziende. I regolamenti dei singoli comuni prevedono, a seconda dei casi, comunque l’applicazione della Tari (magari in forma ridotta) anche su capannoni, serre, ecc., imposizione che risulta quindi ingiustificata, dal momento che il servizio pubblico di raccolta non viene utilizzato.